L'Araba Fenice,,,
E' l'uccello Sacro del fuoco e secondo la tradizione è originario dell'Arabia.
Fenice è simbolo della ricerca o della conoscenza che supera ogni ostacolo.
La leggenda dell’araba Fenice ha inizio in Egitto, dove con il nome di BENU (“risplendere,sorgere o volare”), si presenta come mistico emblema del dio Ra e in alcuni miti come sua forma fisica nel mondo.
la Fenice è il simbolo della resurrezione, non è un esempio di uccello, ma un esempio per l'uomo.
non di frumento né di erbe, bensì vive di lagrime di incenso e di stille di amomo. Quand'esso ha compiuto cinque secoli di vita, con le unghie e con il puro rostro si costruisce un nido fra i rami di un leccio o nella sommità di una flessibile palma. E non appena qui vi ha cosparso spighe di delicato nardo e trito cinnamomo e fulva mirra, sopra vi si adagia e fra gli aromi conclude il suo tempo. Ma da qui, come si tramanda, dal corpo paterno nuovamente nasce una piccola Fenice, destinata a vivere altrettanti anni,,
Spesso “scambiato” con altri animali in parte ad esso simili da molti popoli dell’antichità ( il fagiano per i Romani o l’Ibis per gli Ebrei ad esempio), solo gli antichi Egizi avevano l’abitudine di “rappresentare” e non identificare la Fenice con l’airone cinereo nei riti di Heliopolis, il cui passaggio era segno di buon auspicio.
Sempre nell’antico Egitto ha origine la leggendaria immortalità della Fenice, spiegata qui come in un dono del risorto Osiride al BENU, a cui svela il segreto della risurrezione , e ad Osiride oltre a Ra è anticamente legata qui come simbolo del rinnovamento spirituale e della rinascita e soprattutto come forza vitale che sia per prima nata nel caos originale prima dell’opera del Dio Ptah, nascendo dal sacro fuoco di Heliopolis, unica e insostituibile, “sempre eadem”.
Comparsa in tutte le civiltà anche se con nomi o aspetti diversi, le Fenici pongono un quesito interessante tanto quello sull’esistenza dei Draghi.
O ancora con Ovidio nelle Metamorphoses.Di Fenici se ne parla anche se con diverse rielaborazioni del mito nel Fisiologo ( che ne evidenzia l’amore per gli aromi spesso sacri e indispensabili al suo rito di rinnovazione) o negli scritti di Erodoto
Fu spesso raffigurata sulla prora delle barche sacre funebri che veleggiavano verso l'immenso oceano della luminosità di un'altra dimensione di esistenza, dell'anima universale di Osiride che creava in continuazione se stessa fino alla fine dei tempi
Nessun commento:
Posta un commento